Gamification per il trattamento del cancro

SickKids è un ospedale rivolto ai bambini malati di cancro, sito a Toronto, in Canada. Nel 2013, per aiutare i bambini nel loro percorso di guarigione, ha deciso di adottare Pain Squad, un’app realizzata per iOS con un budget di 500 mila dollari, in collaborazione con Cundari, un’azienda indipendente canadese.
L’obiettivo di Pain Squad è molto semplice quanto nobile: avere dati specifici sui bambini, in modo che i medici capiscano come stia procedendo la terapia di cura e migliorarla di conseguenza.
Come? Adottando principi di Gamification che spingano i piccoli utenti a dichiarare il loro stato di salute in maniera spontanea.
pain squad concro gamification

Il concept è molto semplice: il bambino si ritrova all’interno della Pain Squad, una squadra di polizia dedita alla lotta contro il dolore. Il compito del giocatore/paziente è quello di compilare, attraverso semplici comandi touch su schermo, un report specifico composto da domande dirette e disegni, come punti dolenti del corpo o quale medicina sia più efficiente per il corpo.
Fatto per tre giorni di fila, il giocatore/paziente sale di grado: da recluta, passa a detective junior, sino ad arrivare alla sesta e ultima qualifica, quella da capo della polizia.
La base di gioco è il Quartier Generale, dove è possibile consultare i report passati  – dunque i successi ottenuti – e gli elementi che mancano per raggiungere il livello successivo – quindi gli obiettivi da raggiungere -.

pain squad videogioco cancro

Per quanto appaia semplice nella sua struttura, Pain Squad si è rivelato un ottimo strumento di ricerca per i medici, e un’efficiente valvola di sfogo per i bambini.
Nel primo caso, l’app ha dimostrato come il 90% dei giocatori ha completato tutti gli obiettivi, contro il 76% di bambini affetti da artrite, sottoposti a questionari e note tradizionali. In Canada usualmente si ricorre a studi improntati su diari giornalieri compilati dagli stessi pazienti, i quali vengono motivati a scrivere attraverso un pagamento in denaro.
Questo metodo non sembra adatto ai bambini, spesso restii a parlare in maniera limpida delle loro sofferenze. Pain Squad fa affidamento su una struttura basata sulla progressione, affinché i piccoli giocatori si sentano gratificati nel compilare i report giornalieri e dunque a salire di grado. Questo si traduce per i medici in dati specifichi che possono essere utilizzati per migliorare il percorso di guarigione dei giovani pazienti.

painsquad detective game

Per rendere il tutto più coinvolgente, lo sviluppo dell’app ha visto la collaborazione del cast di Flashpoint e Rookie Blue, due serie tv poliziesche molto popolari in Canada.
I diversi personaggi appaiono con intramezzi video, rivolgendosi in prima persona ai bambini, dando loro incoraggiamenti ed evidenziando il loro attuale grado nella squadra.

Tutti questi piccoli dettagli  rendono Pain Squad un’arma importante per i piccoli pazienti

Membro Flashpoint

Come sottolineato da uno degli sviluppatori di Cundari, l’app consente ai bambini di riprendere il controllo diretto delle loro vite: spesso, una volta diagnosticata la malattia, si ritrovano a vivere una vita soggetta a vincoli, legati ad appuntamenti dal medico, terapie, visite, e quant’altro. Pain Squad consente loro di avere una parte attiva nel loro stesso processo di guarigione.
L’app infatti non deve essere intesa come un prodotto che sfrutta il divertimento per coinvolgere i suoi piccoli utenti, ma usa la motivazione generata da classiche meccaniche ludiche come il conseguimento degli obiettivi e il salire di livello per far prendere coscienza al bambino del proprio stato, e per avviare una sua partecipazione diretta durante la terapia, non più vista come un’imposizione dall’alto.
Questo aspetto, molto affascinante e importante, è stato notato da una madre di una delle pazienti, Olivia. Durante un video di presentazione dell’app, la donna afferma che la figlia riesce ad andare oltre al dolore per il raggiungimento della propria guarigione.

painsquad-report

La sperimentazione di SickKids dimostra come la Gamification possa portare a dei risultati straordinari anche in campo medico.
L’uso di meccaniche ludiche, sapientemente mischiate a un design semplice ma reso familiare grazie al ricorso a volti noti dello spettacolo e a un mondo – quello poliziesco – che trasporta immediatamente in un’ottica di lotta per il bene, rende Pain Squad un case-study particolare, in grado di dimostrare le enormi potenzialità della Gamification. Queste ormai non sono più racchiuse esclusivamente nell’ambito dell’innovazione, ma sono rivolte al cambiamento in positivo della vita quotidiana delle persone.

Articolo a cura di Lorena Rao

 

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